Il Grano Duro

I cereali di Sicilia: radici agricole e identità territoriale

La coltivazione del grano in Sicilia rappresenta uno degli elementi fondanti del paesaggio rurale dell’isola. Una tradizione millenaria, favorita da condizioni pedoclimatiche particolarmente adatte — clima mite, scarsa umidità e terreni prevalentemente collinari — consente produzioni caratterizzate da elevati standard qualitativi e sanitari, con una naturale riduzione dei rischi di contaminazione.

Accanto alle varietà moderne, selezionate per la produttività, la Sicilia conserva un importante patrimonio di varietà locali da conservazione, spesso definite “grani antichi”, come Tumminia, Russello e Perciasacchi, simboli di biodiversità agricola e memoria storica del territorio.

Tradizione, innovazione e filiere sostenibili

Oggi il grano siciliano è al centro di modelli produttivi orientati alla tracciabilità, al rispetto dell’ambiente e alla valorizzazione delle filiere corte. Un sistema che unisce pratiche agricole sostenibili, innovazione tecnica e forte legame con l’identità culturale locale, rendendo il cereale un elemento chiave dello sviluppo rurale dell’isola.

I cereali coltivati in sicilia

Grano duro

È la coltura cerealicola più diffusa sul territorio regionale. Costituisce la base per la produzione di pasta, pane e semole, e colloca la Sicilia tra le principali aree italiane di produzione.

Grano turanico (Khorasan)

Tra le varietà storicamente coltivate in Sicilia spicca il Perciasacchi. Studi scientifici condotti dall’Università della Tuscia e dal Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore hanno confermato, tramite analisi molecolari, la sua appartenenza al gruppo dei grani turanici, noti anche come Khorasan.

Grano monococco

Considerato il più antico frumento coltivato dall’uomo, era presente anche in Sicilia prima di essere progressivamente sostituito dal grano duro. A partire dal 2009, il Consorzio di Ricerca Ballatore ne ha promosso la reintroduzione, adattandone le tecniche colturali alle condizioni locali.

Varietà locali da conservazione (grani antichi)

Comprendono cultivar tradizionali come Tumminia, Bidì, Russello e Maiorca. Si tratta di genotipi legati all’agricoltura pre-industriale, espressione di una ricca biodiversità genetica e appartenenti sia al gruppo del grano duro che a quello del grano tenero.

Ad oggi sono stati pubblicati 4 Rapporti sulla “Filiera del grano duro in Sicilia” (2003; 2005; 2007 e 2008) con i risultati di analisi tecnico-economiche riferite ai singoli segmenti della filiera e a particolari casi di aziende studio oggetto di approfondite e specifiche indagini. Le attività non hanno riguardato esclusivamente la realtà siciliana, ma hanno previsto anche confronti con l’organizzazione della filiera del grano duro in altre regioni (Puglia, Marche e Sardegna) e altri paesi (Grecia, Spagna e Tunisia).

Grano tenero

Presente in quantità più limitate rispetto al grano duro, è destinato prevalentemente alla produzione di farine per panificazione e prodotti da forno.

Cereali minori

Segale, farro e riso sono coltivati su superfici ridotte, spesso all’interno di sistemi agricoli biologici o a basso impatto ambientale.

Orzo

Diffuso soprattutto nelle zone collinari interne, viene impiegato sia per l’alimentazione zootecnica sia per la filiera brassicola.

Mais

La coltivazione è limitata a causa dell’elevato fabbisogno idrico ed è concentrata in aree dotate di irrigazione.

Avena

Coltivata su piccole superfici, trova impiego principalmente nel settore zootecnico.