Il Grano Duro

Il Consorzio

Il Consorzio di Ricerca “Gian Pietro Ballatore” è un ente di ricerca con personalità di diritto pubblico, costituito nel dicembre 1997, ai sensi dell’art. 5 della L.R. 88/82.

Il Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore nasce nel 1999 come ente di ricerca regionale, ai sensi dell’art. 5 della L.R. 8/88 che autorizza il Presidente della Regione a partecipare o a farsi promotore della costituzione di consorzi finalizzati all’espletamento di attività di ricerca applicata e di divulgazione dei risultati. L’ente nasce con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il settore cerealicolo siciliano, in particolare quello del grano duro, risorsa agricola simbolo dell’identità e della tradizione agraria dell’isola.

Intitolato a Gian Pietro Ballatore, illustre professore di Agronomia presso l’Università di Palermo ed agronomo promotore della modernizzazione dell’agricoltura in Sicilia, il Consorzio rappresenta un punto di riferimento per la ricerca applicata in ambito cerealicolo.

I Servizi

I servizi che il Consorzio eroga sono orientati ad operatori della filiera cerealicola e nello specifico: granicoltori, costitutori di sementi, molini, pastifici (industriali, artigianali e di pasta fresca), panifici (industriali e artigianali), enti di ricerca, associazioni di categoria e di imprenditori, enti pubblici e privati. Tra i servizi implementati ed erogati:

Servizi di ricerca di base ed applicata al comparto cerealicolo;
Affiancamento alle imprese per il trasferimento delle innovazioni; Ottimizzazione di processo e di prodotto;
Organizzazione e gestione del Sistema Qualità e Tracciabilità del Grano Duro in Sicilia;
Consulenza ed assistenza tecnica per l’implementazione e la certificazione di sistemi qualità e la certificazione di prodotto;
Attività specifica di progettazione mediante metodo Project Cycle Management;
Indagini con carattere tecnico-economico;
Indagini di laboratorio per la caratterizzazione merceologica, tecnologica, igienico-sanitaria e nutrizionale di cereali e prodotti trasformati;
Implementazione di specifici percorsi formativi e di aggiornamento professionale.

La Mission

La mission del Consorzio è quella di rafforzare la competitività, diffondere le innovazioni, valorizzare le produzioni, promuovere l’internazionalizzazione e la crescita delle imprese nel comparto cerealicolo siciliano.

Il Consorzio sviluppa e coordina progetti di ricerca volti al trasferimento delle innovazioni in campo agronomico, tecnologico e nutrizionale. L’ente si propone, inoltre, di disseminare conoscenza e corrette informazioni inerenti alla cultura del grano, alla sua storia, al ruolo salutistico dei prodotti derivati e alla sostenibilità economica ed ambientale della filiera.

L’attività scientifica del Consorzio si svolge in stretta collaborazione con enti pubblici, università, istituti di ricerca, aziende agricole e di trasformazione, contribuendo a valorizzare la filiera del grano duro siciliano con un approccio integrato, dalla valorizzazione del germoplasma alla trasformazione e commercializzazione del prodotto finito.

I traguardi importanti che il Consorzio ha conseguito nella sua storia, a partire dalla sua costituzione.

1998

VIENE COSTITUITO IL CONSORZIO DI RICERCA GIAN PIETRO BALLATORE

Il Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore è stato ufficialmente costituito nel dicembre 1997, ai sensi dell’art. 5 della Legge Regionale n. 88 del 1982. Il Consorzio, al quale viene conferita con uno speciale decreto assessoriale la personalità giuridica di diritto pubblico, è stato istituito per promuovere la ricerca scientifica e tecnologica nel settore agroalimentare, con particolare attenzione alla cerealicoltura e alla valorizzazione della filiera locale. Sotto la guida del dott. Norberto Pogna, ricercatore e genetista di fama internazionale, l’ente ha cominciato a implementare progetti di ricerca già dai primi anni dalla costituzione, consolidando nel tempo il proprio posizionamento nel contesto scientifico e produttivo della filiera.

Tra i soci fondatori del Consorzio figurano l’Assessorato regionale dell’Agricoltura della Regione Siciliana, l’Università della Tuscia di Viterbo e la Cooperativa Agricola Valle del Dittaino. Successivamente anche l’Università degli Studi di Palermo è entrata a far parte della compagine societaria dell’ente.

2000

NASCE LA RETE DI MONITORAGGIO DEL GRANO IN SICILIA

Su mandato dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura il Consorzio aderisce alla rete nazionale di monitoraggio della qualità del grano, coordinata dall’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura di Roma (Oggi CREA -IT). La rete è stata implementata mediante l’impiego di moderni analizzatori all’infrarosso capaci di determinare, direttamente sul grano, il profilo commerciale del prodotto (contenuto in proteine, glutine, peso specifico, indice di giallo e umidità).

A partire da quell’anno ogni agricoltore che conferisce il grano ai centri di ammasso che hanno aderito alla rete, è stato messo nelle condizioni di conoscere la qualità commerciale del proprio grano, con il vantaggio di poter così ottimizzare le proprie tecniche di coltivazione e chiedere il giusto riconoscimento del valore commerciale della produzione.

Allo stesso tempo i centri di ammasso hanno cominciato a realizzare il cosiddetto “ammasso differenziato” per classi di qualità, che ha permesso loro di rispondere con efficacia alle richieste di specifici profili qualitativi provenienti dal mondo della trasformazione.

Dal 2018 la rete non viene più sostenuta finanziariamente dal Ministero ma resta operativa in Sicilia grazie al contributo dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura e del Consorzio di Ricerca Ballatore, che organizza annualmente la verifica e la validazione della risposta analitica degli strumenti analitici.

2001

La Sicilia è uno scrigno di valori soprattutto nel campo alimentare. Con particolare riferimento ai prodotti da forno l’isola esprime da sempre una ricchezza e una particolare abilità a mantenere viva la tradizione nella produzione di pane tipico con prodotti spesso molto diversi tra loro, espressione della creatività dei nostri mastri fornai.

Nel 2000 viene inviata ai sindaci dei circa 400 comuni siciliani e a tutte le sezioni operative di assistenza tecnica dell’Assessorato Agricoltura, distribuite sul territorio (ex SOAT e ex SOPAT), una richiesta di informazioni, indirizzata a segnalare al Consorzio le schede tecniche dei prodotti da forno tradizionali realizzati nel proprio territorio. La risposta all’iniziativa è stata massiccia e i dati raccolti sono stati poi elaborati da un gruppo di esperti che, consultando anche le fonti storiche, hanno redatto le schede di circa un centinaio di tipologie di prodotti da forno ad alto valore di tipicità realizzati nei diversi territori dell’isola. 

Nasce così l’Atlante del Pane di Sicilia, un testo oggi quasi introvabile, che testimonia la ricchezza di produzioni in una delle filiere più rappresentative della storia e del contesto agricolo regionale.

2002

NASCE L’OSSERVATORIO TECNICO ECONOMICO DELLA FILIERA CEREALICOLA SICILIANA

Viene istituito l’Osservatorio Tecnico Economico della Filiera cerealicola della Regione Siciliana con l’obiettivo di fornire dati aggiornati e analisi economiche per supportare le decisioni strategiche nella filiera del grano duro in Sicilia. L’Osservatorio, promosso dal Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore, con il supporto della Regione Siciliana e in collaborazione con enti di ricerca e operatori del settore cerealicolo si propone di definire una visione complessiva e nel contempo dettagliata di elementi importanti necessari ad individuare le peculiarità gestionali, organizzative, operative e socio-strutturali delle aziende operanti nel sistema cerealicolo. 

Ad oggi sono stati pubblicati 4 Rapporti sulla “Filiera del grano duro in Sicilia” (2003; 2005; 2007 e 2008) con i risultati di analisi tecnico-economiche riferite ai singoli segmenti della filiera e a particolari casi di aziende studio oggetto di approfondite e specifiche indagini. Le attività non hanno riguardato esclusivamente la realtà siciliana, ma hanno previsto anche confronti con l’organizzazione della filiera del grano duro in altre regioni (Puglia, Marche e Sardegna) e altri paesi (Grecia, Spagna e Tunisia).

2006

PRIMI STUDI CHE ATTESTANO LA ELEVATA QUALITÀ SANITARIA DEL GRANO SICILIANO

Il progetto MICOCER (Monitoraggio dei livelli di micotossine nella granella di frumento duro) è stato un’iniziativa interregionale condotta tra il 2005 e il 2008, coordinata dal Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria (CREA) e finanziata dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MiPAAF) nell’ambito del Piano Cerealicolo Nazionale. L’obiettivo principale del progetto era valutare e controllare la contaminazione da micotossine, in particolare il deossinivalenolo (DON), nelle produzioni cerealicole nazionali, con un focus specifico sul frumento duro. Le micotossine sono sostanze cancerogene, termoresistenti, non disattivabili dalla cottura, che possono essere rilevate nei cereali sia in campo sia nei silos di stoccaggio grazie alla proliferazione di muffe.

In Sicilia, il progetto MICOCER ha evidenziato come le condizioni ambientali favorevoli, caratterizzate da bassa umidità e temperature elevate, contribuiscano a ridurre significativamente il rischio di contaminazione da micotossine nel frumento duro. Queste condizioni climatiche sfavorevoli allo sviluppo di funghi patogeni, come quelli del genere Fusarium, limitano la produzione di micotossine come il DON, rendendo il grano siciliano particolarmente sicuro dal punto di vista sanitario.

I risultati del progetto MICOCER hanno fornito una base scientifica solida per la promozione e la valorizzazione del grano duro siciliano, supportando iniziative volte a garantire ai consumatori prodotti sicuri, tracciabili e di elevata qualità. Questi risultati hanno anche contribuito a rafforzare la reputazione del grano siciliano come materia prima di alta qualità per la produzione di pasta e altri derivati.

Nel corso degli anni ulteriori studi condotti dal Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore, ma anche dalla Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia, hanno confermato che il frumento coltivato nell’isola presenta un basso rischio di contaminazione con livelli di micotossine (quando presenti e rilevabili) significativamente inferiori non solo rispetto alle altre regioni ma anche sensibilmente inferiori rispetto ai limiti di legge.

2006

ALTA FORMAZIONE SPECIALISTICA INSIEME A FONDAZIONE PER IL SUD

Nel 2009 il Consorzio ha organizzato un corso specialistico post-universitario, con l’obiettivo di formare tecnici con specifiche competenze, in grado di gestire ed intervenire, in maniera innovativa e professionale, nei diversi segmenti della filiera cerealicola ed agro-energetica, favorendone l’integrazione e sviluppandone un vantaggio competitivo per le imprese.

Il corso è stato finanziato dalla Fondazione per il Sud nell’ambito di un bando riguardante la “Formazione di Eccellenza nel campo tecnologico, scientifico ed economico – Sviluppo di capitale umano di eccellenza”.

Al corso hanno partecipato diciassette laureati in discipline agrarie e tecnologie agroalimentari, che hanno acquisito in dieci mesi di corso competenze specifiche nella gestione delle filiere cerealicola ed agro-energetica, con particolare vocazione allo sviluppo di percorsi di innovazione e di miglioramento della competitività nel contesto regionale di riferimento. 

Le conoscenze acquisite hanno permesso a diversi partecipanti di trovare una collocazione professionale presso enti ed istituzioni di ricerca a livello nazionale, con particolare riferito al comparto cerealicolo.

2009

IL RITORNO DEL MONOCOCCO IN SICILIA

Grazie all’incessante lavoro di ricerca di Norberto Pogna, coadiuvato dal suo team di ricercatori tra i quali Laura Gazza (oggi ricercatrice al CREA-IT di Roma), nel 2009 torna in Sicilia il Grano Monococco. In effetti si tratta di un vero e proprio ritorno perché questo cereale era coltivato in Sicilia durante il Neolitico per poi scomparire nel corso della storia.

Questo tipo di grano, nome scientifico Triticum monococcum, è stato il primo cereale coltivato dall’uomo circa 10.000 anni fa. L’antica origine del monococco è confermata anche dal suo ritrovamento nello stomaco della mummia di Ötzi, dall’età stimata di circa 5000 anni, il cosiddetto “uomo dei ghiacci”, ritrovato nel ghiacciaio del Similaun in Alto Adige. La presenza in Sicilia è stata confermata dal compianto Sebastiano Tusa, che ha rinvenuto resti di questo cereale nella grotta dell’Uzzo, a Trapani presso la riserva dello Zingaro. Inoltre un team di archeologi hanno confermato la presenza in epoca pre-ellenica nella zona di Akrai, l’attuale Palazzolo Acreide (Siracusa).

Norberto Pogna e Laura Gazza hanno messo a disposizione del Consorzio Ballatore ben tre varietà di monococco (Monlis, Hammurabi e ID332, oggi chiamato Norberto in onore del ricercatore scomparso nel 2016).

Negli anni il Consorzio ha lavorato sulla tecnica colturale, sui processi di molitura, panificazione, pastificazione e produzione di birra, sul sistema di svestitura della cariosside (il grano monococco diversamente dal grano duro o tenero che sono grani “nudi”, è un grano cosiddetto vestito, che necessita dopo la raccolta di essere pulito dalle glume che lo avvolgono).

Tra le caratteristiche di pregio di questo cerale abbiamo l’elevato contenuto di proteine, a fronte di un indice di glutine molto basso, ottimi livelli di composti ad attività antiossidante, come i polifenoli, ma soprattutto i carotenoidi, cinque volte superiori rispetto al frumento tenero e duro. Inoltre, la sua ricchezza di microelementi, soprattutto ferro e zinco, fa sì che sia indicato anche per l’alimentazione del bambino o dell’anziano. Altra caratteristica, la sua ricchezza in fibre, come i FOS frutto-oligosaccaridi, potenti prebiotici che indirizzano la microflora intestinale verso batteri buoni, rendendoli antagonisti di quelli nocivi (valori quasi doppi rispetto al frumento).

Diversi studi, inoltre, hanno dimostrato come i derivati di grano monococco possono essere meglio tollerati dai soggetti soffrono del disturbo “NCWS” (non celiac wheat sensitivity, che rappresentano il 6-8 % della popolazione) disturbo che afferisce alla sindrome del colon irritabile.

Per il Monococco, oggi, dopo anni di attività e progetti di ricerca sviluppati a livello nazionale e regionale (ISCOCEM, COSMO, ecc.), vi sono le condizioni e la possibilità di organizzare una filiera tracciata in tutte le sue componenti a partire dal seme fino ai prodotti fini (pane, pasta, cous cous, birra, ecc.).

2014

IL PERCIASACCHI È UGUALE AL KHORASAN

Il progetto PON DIMESA (“Valorizzazione di prodotti tipici della dieta mediterranea e loro impiego a fini salutistici e nutraceutici” Cod. PON02_00451_3361785) ha rappresentato un’importante iniziativa per la caratterizzazione genetica e agronomica delle varietà locali di frumento coltivate in Sicilia.

Tra i risultati più significativi emersi dalle analisi condotte, vi è la scoperta che la varietà Perciasacchi, tradizionalmente considerata un grano duro (Triticum durum), presenta caratteristiche genetiche riconducibili al Khorasan o grano turanico (Triticum turgidum subsp. turanicum). Questa scoperta è stata possibile grazie a studi di caratterizzazione genetica e morfologica effettuati dal Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore, in collaborazione con l’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo. Le analisi hanno evidenziato che il Perciasacchi condivide tratti distintivi con il grano turanico, una sottospecie di frumento tetraploide originaria dell’Asia centrale, nota per la sua rusticità e adattabilità a condizioni pedoclimatiche particolari.

Il riconoscimento del Perciasacchi come grano turanico ha importanti implicazioni per la valorizzazione e la conservazione di questa varietà autoctona siciliana. Dal punto di vista agronomico, conferma le sue caratteristiche di resistenza e adattabilità, rendendola particolarmente adatta alla coltivazione in ambienti marginali e a basso input. Dal punto di vista commerciale, apre nuove opportunità di mercato, in quanto sul grano turanico sono state pubblicate numerose ricerche in relazione alle sue qualità nutrizionali e organolettiche.

Questa scoperta ha contribuito alla valorizzazione della biodiversità agraria siciliana e sottolinea l’importanza della ricerca scientifica nella riscoperta e promozione delle varietà tradizionali.

2016

LA ROAD MAP PER ORGANIZZARE LA FILIERA DEI GRANI ANTICHI

Nel 2016, il Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore, in collaborazione con altri enti scientifici e istituzionali (CREA SCS e CREA PB), ha redatto il documento intitolato “Road Map per il consolidamento di una filiera siciliana dei grani autoctoni da conservazione”. Tale pubblicazione ha rappresentato un’importante tappa strategica per il settore cerealicolo siciliano, in quanto ha permesso di delineare in modo sistematico e approfondito le linee guida per la costruzione di una filiera organizzata, tracciabile e certificata basata sull’impiego delle varietà locali di frumento duro e tenero, comunemente note come “grani antichi”.

Il documento affrontava tematiche fondamentali quali il riconoscimento normativo delle varietà da conservazione, le criticità legate alla produzione e commercializzazione di semente certificata, l’urgenza di un sistema di certificazione efficace e terzo, e la necessità di istituire una governance regionale per supportare la crescita del comparto. 

Con la pubblicazione di questa Road Map, il Consorzio ha posto le basi tecniche e istituzionali per la valorizzazione dei grani autoctoni siciliani, promuovendo al contempo la tutela della biodiversità agraria.

A seguito della pubblicazione, nel dicembre 2016, l’Assessorato regionale dell’Agricoltura ha nominato la Commissione tecnico-scientifica per la valorizzazione delle sementi autoctone e dei grani antichi, con l’obiettivo di supportare la registrazione e la certificazione delle varietà locali da conservazione. Questa commissione, composta da rappresentanti di enti di ricerca e istituzioni regionali, ha contribuito a consolidare la filiera dei grani antichi siciliani, favorendo la tutela e la valorizzazione di queste varietà tradizionali. Nel corso degli anni la Commissione ha permesso di iscrivere al registro nazionale 24 varietà da conservazione di frumento duro di origine siciliana (su un totale nazionale di 28 iscritte) e 3 varietà da conservazione di frumento tenero siciliane. Complessivamente i responsabili del mantenimento in purezza e della produzione di sementi di varietà da conservazione in Sicilia sono 57, con una potenzialità produttiva di 3.000 t di sementi (dati 2024).

2017

I MAGGIORI ESPERTI A PALERMO PER INFORMARE CORRETTAMENTE SUL VALORE DEI “GRANI ANTICHI”

A seguito della riscoperta dei cosiddetti “grani antichi”, più correttamente indicati come “varietà locali da conservazione” il Consorzio organizza a Palermo, il 15 e 16 settembre 2017, il convegno “Grani Antichi”. Le giornate informative hanno affrontato due tematiche fondamentali, quella del ruolo dei cereali nel trattamento della sindrome metabolica e quella della gluten sensitivity, o come meglio la identificano i ricercatori wheat sensitivity (sensibilità al grano), che interessa una percentuale importante della popolazione.

L’obiettivo del convegno è stato quello di far luce sulla corretta informazione associata al mondo dei grani antichi, oggetto spesso di fake news e inutilmente contrapposti ai grani cosiddetti “moderni”. I grani cosiddetti “antichi”, tipologie di cereali che erano diffusi nel nostro paese prima della cosiddetta rivoluzione verde degli anni 40-70, interessano una fascia sempre più ampia di consumatori che li preferisce e li premia in termini di scelta di consumo, riconoscendo loro un valore aggiunto in termini economici e soprattutto vantaggi dal punto di vista salutistico. Purtroppo sul tema “grani antichi” si assiste ad una spropositata proliferazione di informazioni prive di fondamento scientifico, diffuse soprattutto da fonti non autorevoli, che rischiano di banalizzare un vero e proprio processo di valorizzazione culturale e che tendono a confinare il fenomeno stesso alla meno nobile condizione di moda.

Per fare questo sono stati chiamati a relazionare i più autorevoli ricercatori italiani, alcuni provenienti dall’estero, che hanno studiato e studiano ancora oggi le tematiche connesse al ruolo dei cereali nella nostra alimentazione.

2019

IL MARCHIO QS (QUALITÀ SICURA) PER CERTIFICARE UNA PASTA DI ALTA QUALITÀ TECNICA E SANITARIA E SENZA GLIFOSATE

Su incarico del Dipartimento Agricoltura il Consorzio ha implementato il Disciplinare per la certificazione della filiera del grano duro e della pasta secca, da certificare attraverso l’utilizzo del marchio collettivo QS (Qualità Sicura), garantito dalla Regione Siciliana.

Il Marchio “QS – Qualità Sicura garantita dalla Regione Siciliana” (di seguito semplicemente “Marchio”) identifica le produzioni agricole, alimentari e zootecniche che offrono garanzie qualitative ai consumatori, sia per il sistema di produzione (assenza di glifosate e altri prodotti fitosanitari nella coltivazione), sia per le modalità di lavorazione e trasformazione, o per altre caratteristiche intrinseche ottenute secondo metodi produttivi disciplinati da appositi regolamenti vincolanti.

Il Disciplinare QS applicato alla pasta è stato definito dal Consorzio Gian Pietro Ballatore in collaborazione con le aziende della filiera siciliana. Tale Disciplinare punta a certificare che la filiera della pasta siciliana può garantire un elevato profilo sanitario e commerciale.

La pasta a marchio QS è prodotta con il miglior grano siciliano, coltivato senza l’uso di glifosate, e rispetta i limiti più restrittivi in materia di micotossine, previsti per gli alimenti destinati alla prima infanzia.

2023

NASCE IL DISTRETTO PRODUTTIVO CEREALI SICILIA

Nel 2023 il Consorzio si è fatto promotore per la costituzione del Distretto Produttivo Cereali Sicilia, coinvolgendo 70 aziende, oltre che enti ed istituzioni locali, con l’obiettivo di realizzare un percorso di cooperazione e valorizzazione per la promozione della “Carta della qualità del Grano Siciliano”. IL Distretto ha ricevuto il riconoscimento con D.A. n. 2115 del 23.10.2023 dell’Assessorato regionale alle Attività Produttive.

Tra i soci fondatori figurano il Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore, la Sosvima S.p.A. e il GAL Isc Madonie, che, insieme a 65 imprese aderenti e oltre 460 addetti, costituiscono il nucleo operativo del Distretto. Tra le aziende partecipanti si annoverano realtà agricole e agroalimentari distribuite su tutto il territorio regionale, molte delle quali impegnate nella coltivazione e trasformazione dei grani antichi siciliani.

Il Distretto si propone di promuovere l’aggregazione tra imprese, l’innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale e l’internazionalizzazione dei prodotti cerealicoli siciliani. Tra le prime iniziative programmate vi è il riconoscimento del marchio DOP per la pasta di grano duro siciliano, al fine di garantire la qualità e l’origine del prodotto, nonché di valorizzare le peculiarità delle varietà locali.

L’istituzione del Distretto rappresenta un passo fondamentale per consolidare la filiera dei cereali in Sicilia, favorendo la cooperazione tra gli attori del settore e contribuendo allo sviluppo economico e sociale delle aree rurali dell’isola.

2023

IL CONSORZIO BALLATORE VIENE INCARICATO DI ORGANIZZARE IL XV INTERNATIONAL GLUTEN WORKSHOP A PALERMO

Il Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore è stato incaricato di organizzare il XV International Gluten Workshop, che si terrà a Palermo, Sicilia, dal 1° al 3 giugno 2026. Questo congresso internazionale riunisce esperti e ricercatori di tutto il mondo nel campo del glutine e dei cereali, con l’obiettivo di trovare soluzioni sostenibili e innovative nella ricerca, trasformazione e lavorazione del glutine. 

L’evento affronterà temi cruciali come la qualità dei cereali contenenti glutine, le implicazioni del cambiamento climatico sulla qualità e le proprietà nutrizionali, la genetica e il miglioramento genetico dei cereali, nonché le tecnologie all’avanguardia sui componenti del chicco. Sarà un’importante occasione per discutere il ruolo del glutine nella salute e nelle malattie, promuovendo la collaborazione tra ricercatori, professionisti del settore e responsabili politici. 

La scelta di Palermo come sede del congresso sottolinea l’importanza della Sicilia nella produzione di grano duro di alta qualità e nella tradizione cerealicola, offrendo un contesto ideale per approfondire le tematiche legate al glutine e ai cereali.

2024

LA PASTA SICILIANA PUNTA AL RICONOSCIMENTO DOP

Il Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore è promotore di un’iniziativa volta al riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP) per la pasta siciliana prodotta con grano duro locale. Questo progetto mira a valorizzare la filiera cerealicola dell’isola, esaltando le caratteristiche uniche del grano siciliano, noto per la sua alta qualità sanitaria e per l’assenza di contaminanti come micotossine e glifosato, grazie al clima secco e soleggiato della regione.

Il percorso verso la DOP è stato avviato con la costituzione di un Comitato Promotore coordinato dal Consorzio Ballatore, che ha coinvolto oltre 40 imprese della filiera, tra cui una ventina di pastifici. Il Disciplinare di produzione, già presentato all’ufficio tecnico competente, definisce i criteri per garantire l’origine e la qualità della pasta, prevedendo l’utilizzo esclusivo di grano duro coltivato e trasformato in Sicilia.

L’iniziativa ha ricevuto il sostegno della Regione Siciliana e di diverse organizzazioni del settore agroalimentare, tra cui Coldiretti, Cna, Legacoop, Confartigianato e Confcooperative. Attualmente, l’iter burocratico prevede l’approvazione del Ministero delle Politiche Agricole e successivamente della Commissione Europea.

Il riconoscimento della DOP per la pasta siciliana rappresenterebbe un importante passo avanti per la valorizzazione dei prodotti locali, offrendo nuove opportunità di mercato e contribuendo al rilancio dell’economia agricola dell’isola

2024

CARATTERIZZAZIONE GENETICA E PROTEOMICA DEI “GRANI ANTICHI” SICILIANI

La rapida crescita della filiera delle varietà locali da conservazione e la difficoltà a reperire semente certificata e di qualità (spesso il materiale genetico è altamente inquinato da altre varietà, se non da altre specie), hanno reso indispensabile uno studio basato su un approccio scientifico multidisciplinare, al fine di identificare, le popolazioni locali di grano duro tradizionalmente coltivate dalle comunità rurali siciliane.

La caratterizzazione rappresenta, infatti, il presupposto fondamentale per la pianificazione e successiva esecuzione di qualsiasi piano di recupero, valorizzazione e conservazione delle risorse genetiche agrarie.

Sulla base di quanto sopra evidenziato il CREA DC di Palermo ed il Consorzio di Ricerca “Gian Pietro Ballatore” hanno sviluppato il progetto “Caratterizzazione di varietà autoctone siciliane di frumento duro” – CA.VA.SI.F.D. con l’obiettivo di definire la caratterizzazione morfofisiologica, biochimica e molecolare, dei grani locali siciliani (grani antichi).

Il progetto si inquadra nell’ambito degli indirizzi della LEGGE 1° dicembre 2015, n. 194 Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, che ha come obiettivo generale l’istituzione di un sistema nazionale di tutela e di valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, finalizzato alla tutela delle risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario locali dal rischio di estinzione e di erosione genetica. Tale sistema punta anche ad organizzare l’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, strumento fondamentale per una programmazione strategica di tutela di queste risorse.

Nell’ambito del progetto è stata effettuata la caratterizzazione morfologica, genetica e biochimica di varietà di frumento duro (iscritte o in fase di iscrizione al Registro Nazionale delle Varietà da Conservazione delle specie agrarie) mantenute on farm presso le aziende responsabili della conservazione in purezza o “agricoltori custodi” e consentire l’iscrizione all’Anagrafe Nazionale della Biodiversità. Tale caratterizzazione consentirà, nel tempo, di verificare l’autenticità della matrice alimentare a tutela della filiera e dei consumatori, così come previsto all’Art. 3 comma 3 della legge 194/2015.

Gian Pietro Ballatore

Gian Pietro Ballatore è stato un agronomo siciliano originario di Mazara del Vallo, noto per il suo impegno nella ricerca agraria e nello sviluppo della filiera cerealicola in Sicilia. La sua figura è ricordata attraverso il Consorzio di Ricerca “Gian Pietro Ballatore”, un ente pubblico istituito nel 2000, che porta avanti studi e progetti dedicati alla valorizzazione del grano duro e dei grani antichi siciliani. Il consorzio collabora con enti di ricerca e università, come il CREA e l’Università della Tuscia di Viterbo, per analizzare e caratterizzare le varietà autoctone siciliane di frumento duro. Questi studi comprendono l’uso di marcatori molecolari per identificare la variabilità genetica e definire profili unici delle varietà, contribuendo a creare una filiera autentica e tracciabile. Tra i progetti più significativi a cui il consorzio ha preso parte vi sono COSMO e HGC (Healthy & Green Cereal), che promuovono l’introduzione di colture cerealicole sostenibili e innovative, come il grano monococco, particolarmente adatto ai suoli e al clima siciliani, e lo sviluppo di nuovi prodotti alimentari salutari. La sede operativa del consorzio si trova a Palermo, in via Libertà 203, all’interno dell’edificio che ospita anche il Distretto Produttivo Cereali Sicilia, il cui presidente è Giuseppe Russo, ricercatore del consorzio stesso.Tra i servizi implementati ed erogati: