| Note | Il pani di casa è preparato con un criscenti rinnovato ogni 12 ore. La sua produzione è oggi realizzata prevalentemente a livello familiare e pochi sono i panifici che in zona utilizzano ancora lievito naturale e forni a legna a fuoco diretto. La pezzature realizzate tradizionalmente sono di 1,5 Kg, con forme anche a ciambella (cucciddati) e allungata (filuni). L’impasto, è realizzato con farine derivanti dal grano coltivato nell’areale tipico caldo-arido del ramacchese ed acqua calda a 35° circa all’interno di un contenitore di legno a forma trapezoidale, la “maidda”. La lievitazione delle pezzature avviene su appositi teli per un periodo che varia da un’ora e mezza (in estate) a circa tre ore (in inverno). Successivamente s’inforna per una cottura che dura circa 35-40 minuti. L’economia ramacchese è da secoli basata principalmente sulla produzione del grano duro. Il grande compositore Richard Wagner, durante un soggiorno nella cittadina, osservando i dorati campi circostanti dell’abitato, ebbe l’ispirazione di comporre il notissimo “Inno dei mietitori”. Ogni anno, l’ultima Domenica di agosto, si svolge la “Sagra del Pane” che coinvolge un folto pubblico, proveniente da varie parti di tutta la Sicilia, desideroso di degustare il pane caldo e ritrovare antichi sapori. |