| Note | Varianti: vengono prodotte anche forme quadrate, piccole, da 200 g circa, chiamate crespelle. Nella semola, precedentemente setacciata, sistemata sulla maidda (gramola), si fa una conca e si aggiunge il lievito naturale (u criscenti) e l’acqua calda. Al termine dell’impasto si ricavano manualmente le pezzature. La cottura avviene in forni a legna a fuoco indiretto o diretto alimentati con rami di ulivo, fronde d’ilice e di quercia. Il procedimento per la preparazione della Vastedda di Enna, con utilizzo di lievito naturale, è stato riproposto, su scala industriale, dalla Cooperativa Valle del Dittaino. Fondata nel 1976 per opera del prof. Antonino Tusa e di un gruppo di granicoltori locali, la cooperativa realizza la completa verticalizzazione del processo produttivo grano duro-pane perseguendo l’importante obiettivo di recuperare il valore aggiunto, disperso nei vari passaggi della filiera, e ricavando un prodotto dal profilo sensoriale analogo a quello tradizionale. |