| Forma | Circolare ad anello |
| Dimensioni | 28 cm di diametro, 10 cm circa di spessore, 6 cm di altezza |
| Peso | 600g circa |
| Struttura | Mollica uniformemente alveolata |
| Componenti | Semola, lievito naturale e/o lievito di birra, acqua, sale |
| Note | Il quantitativo di lievito naturale (biga) utilizzato per l’impasto è variabile da zona in zona, con una media di circa il 30 % della quantità di semola impiegata. L’impasto riposa, generalmente, per 10 minuti circa, prima di essere formato manualmente; quindi lievita per un periodo medio di due ore circa e cotto in forni a legna a fuoco diretto. Questa forma di pane è riscontrabile in altre regioni italiane. Nell’antico diritto romano vigeva il rito della “Confarreatio” che consacrava il passaggio delle ragazze alle famiglie del marito. Era un rito solenne, riservato alla gente patrizia che consisteva nell’offrire una focaccia di farro agli sposi, di forma circolare con un grosso foro centrale. Naturalmente in Sicilia tale forma di pane è stata riproposta con l’utilizzo del grano duro. Sembrerebbe che questo tipo di pane abbia dato vita all’usanza del regalo delle fedi nuziali agli sposi, usanza che si è mantenuta fino ai giorni nostri. |